l disturbo depressivo è il disturbo psicologico più diffuso. Si stima che almeno una persona su tre soffrirà di un episodio depressivo nella propria vita. La depressione è qualcosa di diverso dal sentirsi giù o tristi in seguito a un evento negativo, è una patologia invalidante, ad oggi considerata come una delle più comuni cause di lunghe assenze dal lavoro.

Ormai, il termine depressione fa parte del linguaggio comune, quante volte alla domanda: “Come va?” rispondiamo “Oggi mi sento un po’ depresso” confondendo così un sentimento di tristezza, o delle difficoltà passeggere, con una patologia. È quindi necessario distinguere i fisiologici cambiamenti d’umore da quelli che, invece, caratterizzano i disturbi dell’umore: la depressione infatti non è un’emozione, ma una complessa condizione patologica che coinvolge molti aspetti del funzionamento mentale.

Per depressione intendiamo quindi una forma alterata della comune tristezza, sia per la sua intensità sproporzionata rispetto agli eventi, sia per la sua relativa invariabilità. Inoltre, ha una profonda influenza in molte aree della vita quotidiana, tanto da rendere difficili anche le azioni che fino a qualche tempo prima risultavano agevoli.

In particolare, la depressione presenta i seguenti sintomi che perdurano per almeno due settimane:

  • Variazioni nell’appetito, come mangiare molto di più o molto di meno rispetto alle abitudini,
  • Disturbi del sonno, compreso sonno irregolare, desiderio di dormire in eccesso o precoci risvegli mattutini.
  • Mancanza di concentrazione o scarsa memoria.
  • Irritabilità.
  • Calo del desiderio sessuale
  • Perdita di interesse nelle attività prima preferite (svolgere queste attività non piace più come prima).
  • Isolamento sociale o ritiro.
  • Mancanza di cura di sé nell’alimentazione e nell’igiene personale.
  • Mancanza di cura dell’ambiente in cui si vive.
  • Diminuzione della motivazione e del livello di attività, spesso descritto come senso di letargia.
  • Mancanza di speranza per il futuro e pensieri negativi del tipo “Niente ha più senso”.
  • Pensieri negativi ricorrenti su se stessi,
  • Sensi di colpa.
  • Incapacità di provare affetto, spesso descritta come emotività bloccata o sensazione di anestesia sentimentale.
  • Pensieri di suicidio (per esempio non provare più interesse se si vive o si muore).

Il supporto psicologico cognitivo comportamentale

Il supporto psicologico cognitivo comportamentale permette innanzitutto di imparare a riconoscere i propri modi di pensare, le proprie emozioni ed il modo di reagire nelle diverse situazioni, così da poter pian piano iniziare a vedere i propri problemi e la propria condizione da un nuova prospettiva.

All’interno dell’approccio cognitivo comportamentale i pensieri, le emozioni e i sintomi fisici sono trattati come aspetti importanti dell’esperienza della persona depressa e sono considerati come elementi diversi di un unico fenomeno.

Quando si è colpiti da un evento negativo, è normale sentirsi tristi e abbattuti. Nella depressione, il senso di perdita che ne consegue diventa abnorme e la persona si sente disperata e impotente. Una volta che questo processo ha inizio, si viene a creare una spirale negativa in cui i pensieri, le emozioni, il modo di sentirsi fisicamente e il comportamento innescano una serie di reazioni a catena, determinando un peggioramento dell’umore stesso.

Lo psicologo cognitivo comportamentale cerca di lavorare sulla depressione a tutti i livelli: insegnando a gestire meglio i pensieri irrazionali, le emozioni, le reazioni fisiologiche e i comportamenti/azioni.

L’aspetto cognitivo è rivolto all’identificazione e al successivo cambiamento dei modi di pensare “disfunzionali” che stanno alla base della depressione. Come dicevamo, la persona depressa spesso ha un’opinione negativa di se stessa, del mondo circostante e del proprio futuro. I pensieri che formano queste opinioni sono proprio quelli sui quali si lavora all’interno del percorso di supporto psicologico, cercando di aiutare la persona a guardare in modo più realistico la sua vita e la situazione personale.

Gli interventi di tipo comportamentale consistono invece nella prescrizione concordata di attività e compiti che la persona si impegna ad attuare, al fine di combattere i diversi aspetti della sintomatologia depressiva e di apprendere alcune strategie utili ad assumere un comportamento più costruttivo. Se si passa la giornata a letto, ad esempio, da un punto di vista comportamentale si lavora in modo tale da aiutare la persona a riattivarsi gradualmente, riavvicinandosi alle attività in grado di dare un senso di piacere e quindi favorire la rottura del circolo vizioso della depressione (alimentato proprio dall’inattività).

L’idea di fondo del supporto cognitivo comportamentale è di fornire alla persona una serie di abilità che possano essere utilizzate in autonomia sia durante, sia alla fine del percorso di supporto, in modo da poter affrontare le proprie difficoltà in modo nuovo ed efficace, ed in modo da prevenire o affrontare adeguatamente possibili eventi negativi futuri o eventuali ricadute.