Era il secondo anno di università quando sperimentai per la prima volta la Mindful Eating. Il Professor Amadei ci chiese di portare una fragola per il laboratorio in programma. Ricordo una classe di 200 studenti che ci mise circa 20 minuti per mangiare una fragola. No! La meditazione sul cibo non faceva per me. Almeno in quel momento della mia vita. Solo anni dopo, mentre mi formavo come psicoterapeuta, grazie al Dott. Bassanini, provai di nuovo la meditazione ed in particolare la mindfulness. Da quel momento ho iniziato a formarmi e a meditare quotidianamente, perché la mindfulness non è solo una tecnica, ma diventa un vero e proprio stile di vita.

Ora mettiamo un po’ di chiarezza sui vari concetti.

Cos’è la mindfulness?

Mindfulness significa “porre attenzione al momento presente in un modo intenzionale, partecipatorio e non giudicante”. La pratica della Mindfulness non è volta al rilassamento, ma al “risvegliarsi”, per divenire consapevoli dei propri meccanismi abitudinari e automatici e agire nella quotidianità in modo più consapevole, aprendo la strada ai comportamenti scelti e non agiti per re-azione.

La pratica di consapevolezza permette di fare esperienza e di rimanervi in contatto, mentre essa avviene. Permette di coltivare una modalità differente, consapevole appunto, nei confronti della propria sofferenza e disagio, fisico e psicologico.

Cos’è la Mindful Eating?

Mindful Eating è una modalità di approccio al cibo, all’alimentazione e al rapporto col proprio corpo. Una forma di meditazione applicata all’azione del mangiare, utilizzando tutti i sensi, restando nel momento presente, intenzionalmente e in modo attento. Non ha lo scopo di far perdere peso, ma mangiando mindful si aumenterà la consapevolezza nell’atto del mangiare.

Quando è utile usare la Mindfulness?

La mindfulness può essere utile per alcune persone, per migliorare la consapevolezza emotiva e aumentare la tolleranza alle emozioni. Oggi si sente tanto parlare di meditazione e spesso viene utilizzata individualmente come alternativa alla psicoterapia. La mindfulness non è la panacea di tutti i mali e in alcuni casi può non essere utile alla persona. Se scegli di orientarti verso questo percorso, parlane con un professionista e concordate insieme come procedere.